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GAMES RATING

MEDIA E MINORI

Negli ultimi tempi in Italia come in altri paesi europei e negli Stati Uniti si è assistito ad un dibattito sull’opportunità di introdurre forme di regolamentazione nei videogiochi soprattutto con riferimento alla protezione dei minori da contenuti ritenuti violenti. La discussione si è incentrata in particolar modo sui temi della censura e della possibile adozione di sistemi di regolamentazione nazionali in sostituzione dell’attuale sistema di autoregolamentazione europeo.  
AESVI ritiene che la questione vada affrontata in un contesto più ampio e tenendo in considerazione alcuni aspetti relativi all’industria videoludica nel suo complesso spesso e volentieri poco conosciuti dai più.
 
Dati sociodemografici ed evoluzione dell’offerta. Negli ultimi anni giocare con il computer e la console è diventato un fenomeno di massa, con milioni di giocatori in tutta Europa e la stessa età media del videogiocatore è aumentata significativamente, attestandosi per quanto riguarda l’Italia intorno ai 28 anni. Per soddisfare i giocatori più adulti, gli editori di software videoludico hanno iniziato pertanto a sviluppare videogiochi adatti a questo mercato più maturo. Come sono disponibili musica, libri e film per diversi pubblici di riferimento, così anche l’industria videoludica fornisce una varietà di scelte di intrattenimento per consumatori di tutte le fasce d’età.
 
PEGI: statistiche produzione e distribuzione. Per garantire che il pubblico dei minori continui ad essere protetto nei confronti di possibili contenuti non adatti alla loro età, nel 2002 l’industria videoludica ha creato un sistema pan-europeo di classificazione dei giochi denominato PEGI che permette di identificare l’età consigliata e il contenuto del titolo acquistato. Se si osservano le statistiche PEGI si può rilevare come i videogiochi che hanno ottenuto la classificazione 18+ rappresentino una percentuale molto ridotta sul totale dei titoli immessi nel mercato europeo (4%) dall’aprile 2003 al giugno 2007. Tali titoli hanno totalizzato il 3% delle vendite complessive di videogiochi nel mercato italiano nel 2006.
 
Politiche. AESVI ritiene che il videogioco sia un’opera creativa e che, in quanto tale, debba godere dei diritti costituzionalmente garantiti di libertà di espressione riconosciuti ad altre forme di intrattenimento come cinema, musica e letteratura. Sulla base di tale principio è contraria all’introduzione di qualsiasi forma di censura dei contenuti, ma allo stesso tempo è determinata più che mai a garantire e promuovere il rispetto della dignità umana e la protezione dei minori sulla base di una responsabilità condivisa tra industria, istituzioni e famiglie.
Riguardo al tema delle politiche da adottare su questo fronte, AESVI ritiene che siano necessari una rigorosa classificazione dei contenuti e una sua altrettanto rigorosa applicazione, insieme allo sviluppo di programmi di media education per favorire la comprensione di una cultura digitale in evoluzione dove i videogiochi sono destinati ad avere un ruolo sempre più importante. Molte delle preoccupazioni sull’impatto dei videogiochi nelle giovani generazioni possono infatti essere considerate sintomatiche di più ampie preoccupazioni sociali sulla natura in cambiamento dell’infanzia e dell’adolescenza nel mondo contemporaneo e di un percepito aumento degli elementi di rischio a cui sono sottoposti i giovani di oggi.
 
Il PEGI è un sistema di classificazione in continuo miglioramento, che ha ricevuto e continua a ricevere un forte supporto da parte della Commissione Europea. Un’ulteriore conferma in questo senso è giunta recentemente dall’intervento del Commissario Europeo per la Società dell’Informazione e i Media Viviane Reding in occasione del recente lancio del PEGI Online.
 
Il PEGI tuttavia, come qualsiasi altro sistema di rating, non può essere considerato efficace se non viene rigorosamente applicato all’atto della vendita o comunque dell’accesso ai contenuti. I sistemi di controllo parentale presenti nelle console di nuova generazione possono costituire un valido strumento per garantire il rispetto del PEGI nell’ambiente domestico, ma nello stesso tempo è importante coinvolgere le catene distributive operanti sul territorio nazionale nell’adozione di buone pratiche di responsabilità. L’affermarsi di nuove forme distributive, come il mobile e l’online gaming, pongono inoltre nuove sfide per la protezione dei minori.