14 January 2019

Nota sul recente dialogo tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’industria dei videogiochi sulle implicazioni del gaming sulla salute pubblica

AESVI - Milano, 14 gennaio 2019 - Alla fine della scorsa settimana l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato sul proprio sito Internet un'informativa sul primo dialogo avvenuto con l'industria dei videogiochi lo scorso 3 dicembre a Ginevra. Il dialogo ha avuto un focus globale e ha visto la partecipazione delle principali associazioni di categoria e società operanti nel settore dei videogiochi a livello internazionale. Per l'Europa è intervenuta la federazione europea ISFE, di cui AESVI è parte e membro del Board of Directors. L'obiettivo del dialogo era di fornire informazioni sulle attività in corso da parte dell'OMS sulle implicazioni del gaming sulla salute pubblica e di confrontarsi sul ruolo che i videogiochi possono avere nel contribuire agli obiettivi di salute pubblica. L'informativa è disponibile al seguente indirizzo:
https://www.who.int/substance_abuse/activities/gaming_industry_dialogue/en/

L'industria dei videogiochi ha accolto positivamente il primo incontro con l'OMS, durante il quale si è discusso dell'impatto positivo che i videogiochi hanno sui videogiocatori e sulla società a livello globale. In Europa, circa 250 milioni di persone usano i videogiochi a scopo di intrattenimento, terapeutico e didattico, mentre sono 2,6 miliardi in tutto il mondo. In Italia i videogiocatori tra i 16 e i 64 anni sono 17 milioni di persone.

Continua a destare preoccupazione, tuttavia, la proposta di inclusione del cosiddetto “gaming disorder” nella lista dell'International Classification of Diseases (ICD-11) da parte dell'OMS, per la mancanza di evidenze scientifiche sostanziali e per la mancanza di trasparenza nel processo di classificazione.

Classificare il “gaming disorder” sotto la categoria dei disturbi mentali e legati alla dipendenza nell'ICD-11 può portare a un abuso di diagnosi o a diagnosi errate, dal momento che questa inclusione non è supportata da evidenze scientifiche di alto livello, così com'è richiesto per la formalizzazione di qualunque altro disturbo”. - Ha commentato Thalita Malagò, Direttore Generale di AESVI - “L'industria dei videogiochi interpreta con estrema serietà la propria responsabilità nei confronti dei videogiocatori, e dei minori in particolare, e collabora con stakeholders, ricercatori, decisori politici e genitori, per assicurare i migliori servizi di classificazione, controllo parentale e altri strumenti in grado di aiutare i videogiocatori e i genitori a comprendere e gestire in modo consapevole e salutare l'esperienza di gioco”.

Per approfondimenti si invita a consultare il sito Internet www.healthyvideogaming.com lanciato dalla coalizione internazionale delle associazioni di categoria del settore dei videogiochi nel mondo, che raccoglie studi e ricerche disponibili in materia di videogiochi e salute e fornisce informazioni sulle misure e sulle iniziative promosse dall'industria per un uso corretto dei videogiochi.

Per ulteriori informazioni:
Edelman
Luca Sbarra – Bianca Geddes
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