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INTERVISTE

1 Ottobre 2009

GAMES FORUM
Thalita Malagò, Segretario Generale AESVI, racconta la nascita e gli obiettivi del progetto


1/ Che cos’è il Games Forum?
Il Games Forum è un evento che si svolgerà a Roma, presso la Camera dei Deputati, il 1 ottobre. Si svilupperà sotto forma di forum di discussione sul mondo dei videogiochi coinvolgendo l’industria, le istituzioni e tutti gli stakeholders interessati agli sviluppi del nostro mercato. L’edizione di quest’anno avrà ad oggetto due temi principali: da un lato il mercato, i consumi e la responsabilità sociale dell’industria e dall’altro il rapporto tra videogiochi ed educazione. L’evento gode del patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Tra i relatori possiamo annoverare diverse presenze importanti a livello istituzionale tra cui il Vice Presidente della Camera, On. Maurizio Lupi, il Vice Ministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, On. Paolo Romani, il Presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, On. Alessandra Mussolini, il Segretario d’Aula della Camera dei Deputati, On. Emilia Grazia De Biasi, gli Onorevoli On. Gabriella Carlucci, Antonio Palmieri e Luca Volontè, e non da ultimo il Capo Dipartimento per la Programmazione del MIUR, Dott. Giovanni Biondi. Inoltre, sarà presente il mondo dell’Associazionismo (MOIGE ed ADICONSUM) ed esperti del mondo accademico.
 
2/ Come nasce il Games Forum?
L’idea del Games Forum prende le mosse dall’esperienza francese dove, da tre anni a questa parte, l’Assemblea Nazionale ospita con successo “Les Assises du Jeu Video”. Era da tempo che stavamo pensando a mutuare un modello di questo tipo anche nel nostro paese e, grazie alla collaborazione dell’On. Antonio Palmieri (Componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nonché responsabile settore Internet e Nuove Tecnologie per PdL) che ha condiviso l’iniziativa e che ci teniamo a ringraziare anche in questa sede, siamo riusciti nel nostro obiettivo di inaugurare – è il nostro auspicio - una tradizione duratura e di successo anche in Italia. Di certo il mercato italiano è molto diverso da quello francese, ma è proprio questa diversità che ci ha permesso di prendere semplicemente a prestito il modello e di lavorarci sopra per adattarlo alle nostre esigenze e valorizzare le specificità del nostro paese.
 
3/ Quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
Il Games Forum nasce con l’obiettivo di creare un momento di approfondimento e di condivisione di alto livello sul mondo dei videogiochi in un ambito, quale quello istituzionale, che spesso non ha una grande conoscenza del mezzo. Un mezzo che, dal canto suo, sta diventando sempre più importante nel contesto economico, sociale, educativo e culturale del paese.
Sempre per restare oltralpe, non è un caso che il settimanale francese Courrier International abbia dedicato una delle sue ultime copertine ai videogiochi aprendo con il messaggio Jeux vidéo – Pourquoi personne ne peut y échapper” (“Videogioco – Perché nessuno può sfuggirvi”). Dalla loro prima apparizione cinquant’anni i videogiochi hanno assunto un ruolo sempre più rilevante nella nostra vita quotidiana. Dopo essere stati appannaggio di una nicchia di videogiocatori appassionati, hanno saputo intercettare e conquistare i gusti di un pubblico molto ampio di consumatori. Con 40 miliardi di euro di fatturato nel mondo, l’industria videoludica ha superato l’industria cinematografica e musicale con le quali si stanno tuttavia creando delle importanti sinergie a livello di investimenti. Ormai sono rari i casi di coloro che sparano a zero contro il medium. Gli scienziati e i pedagogisti li utilizzano con efficacia. Nelle Università proliferano i corsi di studio. I videogiochi sono dappertutto, che lo vogliamo o no.
 
3/ Come è stata organizzata questa prima edizione?
La prima edizione nasce in realtà come un esperimento. Quest’autunno avevamo una novità molto importante da comunicare, il lancio della nuova versione del sistema europeo di classificazione dei videogiochi (PEGI 2.0), a cui siamo arrivati dopo un processo di revisione durato oltre un anno in Europa che ha visto una partecipazione molto attiva anche del Governo Italiano. Abbiamo cercato di pensare ‘in grande’ e di provare a comunicarlo in un contesto più ampio e più importante, allargando l’orizzonte ad un altro dei temi cari alle istituzioni, il rapporto tra videogiochi ed educazione, coinvolgendo tutti i soggetti con cui negli ultimi anni abbiamo costruito delle relazioni di valore. Un percorso che porterà alla firma di un protocollo d’intesa tra il MIUR e la nostra Associazione volto ad avviare una sperimentazione sull’uso dei videogiochi di intrattenimento nelle scuole a supporto della didattica tradizionale. Abbiamo messo insieme nella discussione rappresentanti dell’industria, membri del Governo e del Parlamento e altri stakeholders, come rappresentanti del mondo accademico e di associazioni consumatori o genitori. Abbiamo infine cercato di aprire le porte dell’evento anche agli utenti finali attraverso la media partnership con Multiplayer.it che darà la possibilità di seguire i lavori dal proprio sito Internet in differita.
 
4/ Cosa rappresenta il Games Forum per AESVI?
Il Games Forum rappresenta un vero e proprio spartiacque nel percorso di crescita della nostra Associazione di categoria – e, di conseguenza, dell’industria che rappresentiamo - in Italia. Per noi è nello stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza. Un punto di arrivo se consideriamo tutto il lavoro svolto da AESVI negli ultimi anni per far emergere una consapevolezza sui videogiochi a livello istituzionale. Un punto di partenza, invece, se vogliamo porci da una prospettiva diversa e più importante, quella di costruire un luogo aperto e permanente di discussione a 360 gradi sul nostro mondo che coinvolga non solo gli addetti ai lavori, ma anche le istituzioni e tutte le componenti della società. Un Forum ha l’ambizione in sé di costruire qualcosa di propositivo, nella convinzione che il contribuito di ciascuno è fondamentale per lo sviluppo di grandi progetti.
 
5/ Quali sono le prospettive per il futuro?
E’ ancora presto per fare previsioni. Prima di tutto cercheremo di tracciare un bilancio della prima edizione, chiedendo un feedback a coloro che hanno accettato con grande disponibilità di tenere a battesimo questo esperimento. Poi ci prenderemo il tempo per valutare i nostri progetti futuri insieme ai nostri soci. Le piste di lavoro che si possono seguire sono molteplici, ma quello che è certo è che ci piacerebbe poter portare i videogiochi in Parlamento nel vero senso della parola!