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INTERVISTE

24 November 2011

Intervista ad Antonio Palmieri - Membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e promotore del Games Forum


1. Gentile Onorevole, il Games Forum – momento di confronto tra industria del videogioco, istituzioni e stakeholder, nato nell’autunno del 2009 – giunge quest’anno alla sua terza edizione. Può spiegarci qual è il segreto del suo successo?
Il segreto del successo sta nel tanto lavoro è che stato svolto in questi anni in collaborazione con AESVI, che consente di innovare ogni anno il format dell'evento, scegliendo nuovi temi, coinvolgendo nuovi interlocutori e andando a sviscerare tutti i vari aspetti connessi al mondo dei videogiochi che possono avere un interesse per l'opinione pubblica e per il mondo istituzionale.
 
2. Il tema scelto per l’edizione 2011 è lo sviluppo dell’industria nazionale come opportunità per i giovani e per il Paese. Può raccontarci quali saranno i principali argomenti oggetto di discussione e gli stakeholder coinvolti quest’anno?
Vogliamo dire una parola di speranza concreta in un tempo difficile, approfondendo in che modo l'industria del videogioco, anche in Italia, sia e possa sempre di più diventare una occasione di lavoro per i giovani. Per questo il Games Forum di quest'anno verterà sul tema del Made in Italy e partirà da una relazione introduttiva della Prof. Dubini dell'Università Bocconi sullo scenario internazionale dello sviluppo di videogiochi e sulle possibili leve di sviluppo per l'Italia. Seguiranno due sessioni, una più tecnica con il coinvolgimento di sviluppatori italiani e di tecnici dei Ministeri e delle amministrazioni locali, e una più politica con la partecipazione di parlamentari di diverse formazioni politiche. I lavori saranno chiusi dal Vice Presidente della Camera On. Maurizio Lupi, che ci ha sostenuto in questo progetto sin dai suoi albori.
 
3. Il settore videoludico ha mostrato di sapere reggere bene l’impatto con la crisi economica generando negli ultimi tre anni un giro d’affari superiore al miliardo di euro. Il Made in Italy, tuttavia, rappresenta ancora una piccola fetta di questo mercato. Secondo Lei, che ruolo possono avere le istituzioni nel valorizzare la crescita di un’industria nazionale del videogioco? Quali sono le misure che potrebbero essere adottate per favorirne lo sviluppo?
Il riconoscimento del settore dal punto di vista istituzionale è molto importante perchè non si può ignorare un pezzo dell'economia digitale sempre più importante per i suoi riflessi formativi, educativi ed economici. Si tratta di capire quali sono le condizioni per promuovere e per sostenere lo sviluppo dell'industria dei videogiochi a livello nazionale, a partire da una proficua alleanza pubblico-privato, come sta avvenendo in Lombardia, grazie all'impegno della Regione.  
 
4. Il settore videoludico è capace di offrire ai giovani non solo concrete opportunità di impiego, ma anche la possibilità di sviluppare l’auto-imprenditorialità con la nascita di nuove start up. Cosa si può fare per trattenere i giovani talenti in Italia e mettere a frutto la loro passione e creatività come accaduto in altri Paesi nel mondo (ad esempio il Canada)?
Le vie da seguire sono a mio avviso due: da un lato la creazione di sinergie tra mondo della formazione, in particolare università, e mondo delle imprese, dall'altro l'utilizzo di alcune misure recentemente adottate dal Governo Berlusconi, come la tassazione forfettaria del 5% nei primi 5 anni di attività per le imprese di nuova costituzione formate da giovani under 35  e la nuova regolamentazione dell'apprendistato. A ciò vanno aggiunte le misure che le singole Regioni prevedono per i giovani che si metton in proprio. Spesso tutte queste misure non sono conosciute dai giovani e dunque occorre anche un'opera di divulgazione di queste possibilità. Per la sua quota parte, il Game forum serve anche a questo.