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INTERVISTE

8 May 2013

Intervista a Ivan Venturi, CEO di TiconBlu e promotore dello Svilupparty


1. Dopo il successo di pubblico delle prime due edizioni, quest’anno Svilupparty torna dal 10 al 12 maggio a Bologna per celebrare il modo dello sviluppo dei videogiochi in un clima di festa e di aperto confronto. Puoi raccontarci com’è nato il progetto e di cosa si tratta nello specifico?
È nato tutto ormai quattro anni fa. Volevo organizzare una riunione di tutti i miei ex-colleghi di Simulmondo, prima software house italiana di videogiochi che co-fondai a metà degli anni ’80 e, parlandone con l’Archivio Videoludico (senza i cui fondatori Andrea Dresseno e Matteo Lollini lo Svilupparty non sarebbe mai esistito e non esisterebbe…), appena fondato presso la Cineteca di Bologna, pensammo di organizzare una ‘reunion pubblica’, dove tutti noi ex-simulmondiani avremmo ricordato quegli anni, in una modalità aperta alle domande del pubblico che intervenne numeroso. Partecipò una nutrita platea di appassionati, sia della nostra generazione, sia invece giovani curiosi. Inoltre, essendo io in contatto con vari gruppi di sviluppo indipendenti e di ‘retrogaming’, organizzai una loro presenza all’interno della manifestazione. La cosa piacque molto, funzionò bene e ci divertimmo tutti davvero un bel po’. Per questo decidemmo di rifare la manifestazione l’anno dopo, unicamente dedicata allo sviluppo italiano di videogiochi. Ma sempre con un forte accento di festa, di incontro, evitando una visione professionale o commerciale. Nacque così, a budget zero, lo Svilupparty, la festa degli sviluppatori italiani di videogiochi, dove nessuno deve vendere niente a nessuno e dove l’obiettivo è semplicemente conoscersi in maniera rilassata. Che ovviamente è il modo migliore per fare network e alla fine della fiera stabilire anche contatti importanti. Ma tutto sempre con grande semplicità e concretezza organizzativa.

2. Puoi spiegarci come avete costruito il programma delle tre giornate e quali sono le principali novità rispetto agli anni precedenti? Cosa dobbiamo aspettarci, insomma, dall’edizione 2013 di Svilupparty?
Sabato 11 e domenica 12 sono le giornate liberamente aperte al pubblico (in gran parte costituito da sviluppatori e appassionati, ma non solo).  Il sabato mattina è dedicato a una serie di interventi che pianifico secondo un tema specifico, che spiego nell’introduzione all’apertura della giornata. Sempre temi concreti e con relativi interventi che offrono esempi concreti, di vita vissuta. Il tema è ‘dalla passione al mestiere’. Cioè esempi e modalità concrete, e semplici, di come si può trasformare in professione ciò che si inizia a fare a livello amatoriale. Poi si prosegue, fino alla domenica sera, con interventi di mezz’ora l’uno di vari progetti e vari gruppi di sviluppo, con l’eccezione di un’ora di ‘spazio libero’ che teniamo come ‘jolly’ alla domenica mattina, per dare possibilità anche a chi non ha avuto modo di essere inserito nel programma (le richieste di presentazione sono state ben superiori agli slot disponibili), di parlare comunque del proprio progetto in pubblico.
Il sabato sera ovviamente approfittiamo della magnifica città dove stiamo (Bologna), dalla cena fino a tarda notte, per far festa vera e propria. Domenica mattina sicuramente non saremo freschi come rose…
Il venerdì 10, invece, c’è Svilupparty Beta, una giornata dedicata ai professionisti o aspiranti tali e alle aziende, pur rimanendo assolutamente informale e ‘pratica’ (e gratuita). Facendola in una sala di dimensioni più piccole, ci sono solo una sessantina di posti a disposizione, oltre i relatori, e le iscrizioni sono ormai quasi al completo. E il venerdì sera, ovviamente, sempre approfitteremo di ‘mamma Bologna’ e del clima primaverile!

3. Una grande attenzione sarà riservata anche al mondo dell’Università. Quali sono, a tuo avviso, i percorsi formativi più validi presenti oggi in Italia? A che tipo di opportunità di lavoro e/o di impresa può accedere oggi un giovane specializzato in questo ambito?
Uno su tutti, ad oggi, il corso di sviluppo videogiochi Politecnico di Milano diretto da Pier Luca Lanzi, i cui studenti (e sviluppatori di videogiochi) presenteranno i loro progetti, anche in una situazione simulata di pitch & match con investitori, organizzata insieme ad H-FARM, che sarà ospite. Un altro, ma su questo rischio di essere poco obiettivo dato che ne sono personalmente coinvolto come direttore, è il corso di sceneggiatura e produzione di videogiochi della Bottega Finzioni di Carlo Lucarelli, qui a Bologna.
Poi, in Italia, ci sono diversi altri corsi che però non ho avuto modo di conoscere bene.
Credo sia importante che questi percorsi di formazione siano estremamente concreti, non parlino in generale di aspetti teorici, pressoché inutili per la situazione attuale. Devono essere ponti diretti verso il mondo del lavoro, anche (e soprattutto) in proprio, cosa che adesso può essere fatta anche con risorse abbastanza limitate e spesso costituisce la possibilità più concreta e immediata di entrare in questo settore.

4. Svilupparty sarà ospitato anche quest’anno dalla Cineteca di Bologna, che da tempo ha costituito il primo archivio videoludico in Italia, e si avvarrà della collaborazione di due importanti aziende che operano nel territorio quali TiconBlu e Studio Evil. L’Emilia Romagna è una regione dove la cultura e la produzione dei videogiochi sembra aver trovato terreno fertile soprattutto negli ultimi anni: quali sono a tuo avviso le ragioni?
Beh, Bologna è dove sono nati davvero i videogiochi italiani, in quanto qui è stata fondata la Simulmondo a fine anni ‘80. Perdonatemi il campanilismo!
I ragazzi di Studio Evil (con cui ci conoscemmo appunto alla ‘Simulmondo Reunion’) contribuiscono all’organizzazione dell’evento quanto noi di TIconBLU. In particolare, da quest’edizione, sono loro a gestire il sito www.svilupparty.it .
Allargando un po’ lo sguardo, posso dire che la Regione Emilia Romagna, come pubblica amministrazione e quindi come entità inevitabilmente ‘pachidermica’, è ormai una decina d’anni che considera il videogioco un potente medium da usare anche in ambito scolastico, ed è sensibile. Ma c’è molto, molto da fare. Questo è il primo anno in cui collabora il Comune di Bologna, sia come Cineteca sia come amministrazione comunale. Una partecipazione ancora ridotta (è la prima edizione in cui si è costruita la collaborazione, in particolare per Svilupparty Beta) ma significativa, di cui siamo molto contenti. Altre sinergie che potrebbero nascere, invece, ancora non ci sono. Penso per esempio alla Facoltà di Informatica di Bologna, con cui sarebbe doveroso collaborare. Ma non è facile. Cerchiamo di darci tutti da fare per far sì che le cose cambino.

5. Nell’ambito di Svilupparty sarà presentato anche AESVI4Developers, il programma dedicato agli sviluppatori italiani di videogiochi lanciato da AESVI due anni fa per promuovere lo sviluppo dell’industria del gaming a livello nazionale. TiconBlu è stato uno dei soci fondatori sin dal day one. Puoi raccontarci che tipo di lavoro è stato svolto in questi primi due anni di lavoro? In base alla tua esperienza, che valore aggiunto può avere uno sviluppatore ad entrare a far parte di AESVI4Deveopers?
Per me, che da vent’anni mi occupavo (e lo faccio ancora per parte del mio tempo) di videogiochi di tipo completamente diverso (educativi, serious games, simulatori di guida), AESVI4DEVELOPERS ha significato una rivoluzione. Prima di tutto, la condivisione, continua, di esperienze, informazioni, ma anche servizi, tecnologie, e tantissimo altro. Cose che mi hanno consentito di ridurre costi, accedere a informazioni e canali ai quali non sarei riuscito così facilmente ad accedere da solo, e la possibilità di frequentare le fiere internazionali con costi ridotti e forze condivise, grazie anche al preziosissimo lavoro di Thalita, Ilaria e Chiara, verso le quali la riconoscenza di tutti noi soci non sarà mai sufficiente. A proposito di fiere internazionali, siamo andati alla più importante, la GAME CONNECTION AMERICA, come associazione di imprese video ludiche italiane, e la cosa ha funzionato. Anzi, ha SUPERfunzionato! Sia a livello di costi (che sono stati molto più ridotti per ognuna delle nostre aziende rispetto a quella che sarebbe stata la normale iscrizione – grazie a un importante finanziamento dell’ICE che siamo riusciti a ottenere come associazione), sia a livello di ‘sistema italiano dei videogiochi’, che specialmente in quest’ultima edizione della GAME CONNECTION di San Francisco è stato considerato con grande attenzione –finalmente! – da tutto il settore internazionale.
Ma la cosa che preferisco in assoluto di AESVI4DEVELOPERS è che, oltre che colleghi, siamo anche amici. Che ognuno di noi ha la propria specificità e parlare tra noi è inestimabile.
Il valore aggiunto di uno sviluppatore che entra in AESVI4DEVELOPERS? Tutto quanto ho appena descritto. Salire sul treno per fare finalmente videogiochi da vendere in tutto il mondo, senza impazzire per trovare la dritta giusta o la persona giusta o l’aggancio giusto. Semplicemente lavorando sodo.