AREA STAMPA

COMUNICATI STAMPA

5 March 2009

AESVI in audizione al Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale


Roma, 5 marzo 2009 – AESVI (Associazione Editori Software Videoludico Italiana) è stata audita oggi presso il Comitato Tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale, recentemente istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sotto il coordinamento del Prof. Mauro Masi, con lo scopo di definire le azioni contro la pirateria inclusa la possibile adozione di leggi o codici di condotta. L’audizione di AESVI si è inserita nel primo ciclo di consultazioni che ha visto intervenire le principali associazioni di categoria e antipirateria dei produttori di contenuti, come Anica, Frt, Fimi, Afi e Fapav.
 
Dopo aver ricordato l’impatto della pirateria sul mercato dei videogiochi (+ 64% nel 2007 con un mercato illegale - US$ 817,0 milioni - che vale ormai quanto il mercato legale -euro 557,6 milioni), con particolare riferimento al file sharing illegale e ai dispositivi di elusione delle misure di protezione tecnologica delle console e dei videogiochi, il Segretario Generale Thalita Malagò, intervenuta in rappresentanza dell’Associazione, ha rilevato come negli ultimi anni la lotta alla pirateria, soprattutto su Internet, sia stata fortemente ostacolata in Italia da una serie di criticità a livello legislativo, di interpretazione della normativa vigente e di percezione dell’illegalità delle violazioni online. Ha inoltre sottolineato come la pirateria dei videogiochi non comporti soltanto un danno per l’industria, ma abbia un impatto negativo anche rispetto alla tutela dei consumatori – soprattutto dei minori – nell’uso dei videogiochi. I videogiochi disponibili per lo scaricamento illegale da Internet non riportano infatti le raccomandazioni PEGI, elaborate per rendere più trasparenti contenuti ed età consigliata del videogioco aumentando così il rischio di esposizione dei minori a contenuti non adatti alla loro età.
 
Sulla base di queste premesse, il Segretario Generale ha chiesto al Comitato di voler adottare una serie di misure urgenti per rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, con particolare riferimento alla pirateria su Internet. In questo specifico contesto, infatti, l’Italia risulta infatti tra i primi paesi al mondo per quanto riguarda lo scaricamento illegale di videogiochi dalla rete con il 17%, prima di Spagna (15,1%), Francia (7,9%), Germania (6,9%), e Polonia (6,1%).  Più precisamente:
 
-          Favorire un dialogo tra gli Internet Service Provider e i titolari dei diritti di proprietà intellettuale al fine di trovare soluzioni, di carattere legislativo o basate su codici di condotta, atte a consentire la più spedita rimozione dei contenuti illeciti conservati o ospitati su un sistema o su una rete dagli stessi controllata o operata, attraverso l’implementazione di appropriate procedure di notice and take down.
-          Supportare l’adozione, anche in Italia, del modello della”risposta graduale”, attraverso l’implementazione di soluzioni che possano partire da appositi avvisi agli utenti che scarichino illegalmente alla sospensione  della connessione Internet a coloro che compiono ripetutamente atti illeciti gravi e a cui siano stati prima rivolti un numero di avvisi a desistere da tale attività.
-          Realizzare una campagna istituzionale di sensibilizzazione e informazione con indicazioni chiare e precise sulle norme e sanzioni che regolano l’utilizzo dei contenuti digitali protetti dal diritto d’autore.
 
Negli ultimi due anni si è aperto un dibattito a livello europeo sulle possibili forme di cooperazione tra gli Internet Service Provider e i titolari dei diritti di proprietà intellettuale, grazie al quale si è creata una nuova consapevolezza sulla pirateria Internet.” - Ha dichiarato Thalita Malagò, Segretario Generale AESVI – “Ci auguriamo che, anche sotto questa spinta, il Governo italiano possa raccogliere le istanze dell’industria dei contenuti e definire anche per l’Italia soluzioni condivise per la tutela della proprietà intellettuale in rete e per lo sviluppo del mercato digitale nel rispetto dei diritti degli utenti”.